Max è impegnato nelle riprese de "La Famiglia Gionni": Ora la rete per bambini della De Agostini, visibile sul canale 601 di Sky, si apre a mire da generalista a tutto tondo. Come anticipa il Sorrisi e Canzoni Tv, in autunno arriva la prima sitcom familiare di Sky, con nomi da servizio pubblico in piena regola.
Dea Kids, infatti, spalanca le porte a "La famiglia Gionni", che vede nel cast Neri Marcorè, Tosca D’Aquino e Max Pisu. La storia è quella - originalissima - di una tipica famiglia italiana con mamma (D’Aquino), papà (Pisu) e tre figli, costretta a trasferirsi all’estero e a imparare quindi l’inglese. L’impresa avrà risvolti tragicomici.
Max, ha poi terminato le riprese del film di e con Ezio Greggio, "Box Office 3D", nelle sale a settembre.
Box Office 3D- Il film dei film, il primo film italiano in 3D, co-prodotto da Mondo Home Entertainment e Talents Factory, diretto e interpretato da Ezio Greggio.
Nel cast: Gigi Proietti, Antonello Fassari, Maurizio Mattioli, Anna Falchi, Gianfranco Iannuzzo, Rocco Ciarmoli, Max Pisu, Claudia Penoni, Riccardo Miniggio, Pulci e Bianchi, Mario Zucca e Giorgia Wurth.
NEWS: Il ritorno a Zelig
LORENZA SEBASTIANI
"VERO TV" Milano - Gennaio
MAX PISU è uno dei volti storici
di Zelig e promette
di dare battaglia anche in questa nuova
edizione. Nella quale, infatti.
Canale 5 punta su "cavalli di
razza" come lui: Max Pisu da
Legnano, presente in questo
show fin dal 1998. Con il suo
Tarcisio ha regalato negli anni
un bel p o' di risate agli spettatori storici del programma e,
nella seconda puntata
di Zelig, la centesima
in prima serata, andata
in onda il 20 gennaio,
Max ha dimostrato di
saper ancora conquistare il pubblico grazie al
suo stralunato frequentatore di parrocchie.
Ma il comico, che proprio in
oratorio, ancora adolescente,
ha cominciato a esibirsi in
pubblico, proporrà ora alla
platea Tv un collage di nuovi
personaggi, tratti da Amnesie,
spettacolo teatrale con cui sta
girando l'Italia. Si tratta di un
acuto, malinconico e cinico
panorama di ritratti umani,
"fotografati" in vari momenti,
dalla culla alla tomba. «C'è
un entusiasta che deve organizzare una festa, un uomo
troppo curioso, un tipo invadente in attesa dal dentista, un
"bamboccione", un neonato.
Ogni figura è una tappa della
vita, ogni monologo sembra
un dialogo», racconta Pisu.
Porti il teatro a Zelig?
«Porterò dei pezzi poco noti
o sconosciuti ai telespettatori,
ma che sono piaciuti agli autori. Avrò, così, la possibilità
di mostrare sul piccolo schermo ciò che sto facendo in teatro con il mio spettacolo. In
fondo, il pubblico televisivo
mi ha conosciuto solo come
Tarcisio. Sarà una sorpresa».
Che cosa hanno di speciale questi nuovi personaggi?
«Non sono "caratterizzati"
come Tarcisio, dopo il quale
sarebbe stato difficile pollare
un singolo personaggio con la
stessa forza. Meglio cambiare totalmente. E concentrarsi
su qualcosa di diverso. Gli
sketch seguiranno i rapporti
con i figli, poi con la fidanzata, con i parenti, con la società. Quindi, stando sulla scena,
dovrò far finta di interagire
con altri attori, che però non
ci sono: lo spettatore deve immaginarseli».
«Cortellesie
Bisio, che spalle!»
Anche a Zelig Off avevi
portato qualcuno di questi
nuovi personaggi...
«Sì: li ho già interpretato un
papa che aspetta il figlio fuori
da scuola e si trova a chiacchierare con un altro papa.
Ironizzavo sui discorsi tra genitori. Poi un uomo alle prese
con una surreale cena con i
vecchi compagni delle scuole
superiori. Alla fine, due anziani che guardano un cantiere in
costruzione e propongono le
loro "'riflessioni". E quel momento è una specie di riassunto dello spettacolo».
Perché Zelig è considerato, ancora oggi, un punto di
arrivo per tanti comici?
«Perché permette di lanciare i propri pezzi, di mettersi
in gioco per davvero. Molti
professionisti ci sono airivati dopo anni di cabaret nei
locali, con un repertorio importante. Io stesso ho seguito
quel percorso, accumulando
un'esperienza che mi ha permesso di sostenere anni di Tv.
Ora è un p o' diverso. Molti
comici di Zelig provengono
dai laboratori sulla comicità,
anche perché ci sono sempre
meno locali dove fare cabaret
dal vivo. Peccato, perché vi
assicuro che esibirsi cinque o
sei sere a settimana consentiva di formarsi un altro bagaglio».
Considerando tutti i conduttori di Zelig che hai conosciuto, come valuti Claudio Bisio e Paola Cortellesi?
«Sono fantastici. Claudio,
soprattutto, è un'ottima spalla
per Tarcisio. E anche per tanti miei colleghi. Paola, beh...
È del mestiere, quindi sa che
cosa serve a noi comici. Nei
miei pezzi nuovi non dialogherò con i conduttori, sarà
una situazione diversa. Ma
loro si sono preparati».
Che cosa ti ha dato, dal
punto di vista umano, Tarcisio?
«Mi ha permesso di portare
in Tv un mondo che conosco.
Da giovane frequentavo gli
oratori, quei contesti li vivevo
in prima persona ogni giorno.
La mia compagnia era lì, sono
cresciuto lì, ne ho estratto i
caratteri più significativi e ne
ho esaltato il lato ironico».
«Prendo spunto
dai colleghi»
Ma restare legato per anni
allo stesso personaggio può
danneggiare un attore?
«È un po' diffìcile staccarsi.
Torno a Zelig dopo quasi sei
anni proprio perché trovare
un'altra idea non era semplice. Il pubblico fa confronti
con ciò che è abituato a vedere. Ma i personaggi che propongo ora rappresentano il
mio percorso artistico».
Tarcisio piace alle donne?
«Fa tenerezza e ispira simpatia. Interpretarlo aiuta...».
Che cosa significa, per te,
fare cabaret in Tv?
«Zelig riproduce le serate
nei locali, con un pubblico
non pagato per ridere: è il mio
habitat ideale. I tempi sono
diversi, però, perché sono televisivi: è tutto molto veloce,
bisogna concentrarsi al massimo».
Che cosa guardi in Tv?
«Film e sport. E un mare
di trasmissioni comiche, per
prendere spunti».
Rivedremo La famiglia
donni, sit-com trasmessa
da DeAKids, con Neri Marcorè e Tosca D'Aquino?
«Era un progetto simpatico,
spingeva i giovani ad avvicinarsi all'inglese. So che è andato bene e ci sono speranze
che venga rifatto...».
Ti abbiamo visto persino
in Don Matteo. Come ti trovi, sul set?
«Bene. Mi piacerebbe approfondire il rapporto con il
cinema: è la situazione che
assomiglia di più al teatro. Mi
fa sentire a mio agio».
Postata il: 10/10/11
NEWS: Nuovo Spettacolo Teatrale
"AMNESIE" di Riccardo Piferi e Max Pisu con Max Pisu regia di Riccardo Piferi produzione Mat&Teo
Questo spettacolo si chiama Amnesie. Ora non ricordo bene perché ho deciso di chiamarlo così, ma un motivo ci deve essere. Sicuramente è uno spettacolo teatrale, ci sono diversi monologhi, diversi personaggi e si ride: su questo non ci nevi… no grandi… piove..? Piove! E’ una specie di, come si dice, di lista, elenco, una sorta di... campionario umano. I personaggi sono quotidiani e bizzarri allo stesso tempo. C’è un entusiasta che deve organizzare una festa; uno curioso, un po' invadente in attesa dal dentista; un “bamboccione”, un uomo di sinistra, un neonato e poi c’è… c’è… chi c'è? Ce ne sono tanti altri e tutti insieme ci danno la misura di quanto possa essere “surreale” la realtà e di come sia straordinario il quotidiano. Sul palco sono solo ma parlo sempre con qualcuno;che c’è ma non c’è. Sono monologhi ma sembrano dialoghi. Forse è una metafora della vita contemporanea, anche se non mi ricordo cosa vuol dire metafora. Uno spettacolo pieno di amnesie dove si capisce che dimentichiamo solo quello che ci fa comodo e non ascoltiamo gli altri. Se li ascoltassimo rideremmo molto di più. Beh, ci vediamo in teatro… se mi ricordo!
Max Pisu
Produzione Mat&Teo srl Distribuzione e organizzazione
Michela Russo
Tel.Fax. 0331 592025
info@mateteo.it
www.mateteo.it
Cell.335 1805226
Postata il: 11/05/11
NEWS: Recensioni Amnesie
"SAGOMA COMEDY"
Recensione AMNESIE
La TRAMA: Come si chiama quell'attore...? quello bravo, simpatico, che ha fatto un sacco di TV? Che faceva, quel personaggio, Tarcisio, che andava a Zelig e a Controcampo? Avete il nome sulle punta della lingua e non lo ricordate, vero? Siete nel pieno di un'amnesia, che è poi anche il filo conduttore della serie di sketch inanellati da Max Pisu per raccontare le varie fasi della vita di un uomo: dalla culla alla tomba, strizzando l'occhio all'aldilà.
La SCHEDA
Titolo: AMNESIE
Produzione: Mat & Teo
Regia: Riccardo Piferi
Genere: One Man Show
Protagonisti: Max Pisu
Autori: Riccardo Piferi e Max Pisu
Debutto: 15/02/11
Teatro Libero, Milano
Vi diciamo la nostra:
by Sagoma.
Ricordate Max Pisu con il cappellino risvoltato all'insù e la camicia improbabile di Tarcisio? Scordatevelo: Max ha svestito quei panni, ma non è rimasto nudo. Ora indossa gli abiti di un attorone con grandi tempi comici, una mimica facciale tutta da ridere e un gusto per il surreale che ricorda il Walter Chiari del Sarchiapone. Amnesia è un susseguirsi di divertentissimi sketch in cui viene raccondato un campionario umano di personaggi tipicamente italiani: un neonato assillato dai genitori, un padre in conflitto con la sua piccola prole, un bamboccione diviso fra fidanzata e mammina, un razzista che afferma di non esser tale, un padre di sinistra che non sa giustificare le sue contraddizioni alla figlia, un vecchio che commenta i lavori dell'EXPO, destinati a proiettare (da Rho) l'Italia nel futuro. E soprattutto il memorabile sketch sull'amnesie, che ritornano ciclicamente sul palcoscenico. Nello spettacolo, scritto a quattro mani con Riccardo Piferi cui si deve anche la regia, colpisce la scelta di portare in scena una serie di personaggi politicamente scorretti, arroganti, spietati, ma fin troppo presenti nella vita quotidiana; al punto che a volte si resta spiazzati davanti alla portata reale del loro cinismo. Negli occhi di Pisu, all'apice degli sketch, brilla un lampo di crudeltà, che fa pensare: ma scherza o dice sul serio? E anch'io sono così? Poi basta una sua fulminante battuta per scacciare lo spettatore dalla realtà e riportarlo a teatro. Per chi ama ridere lo spettacolo di Pisu è di quelli da non perdere assolutamente. E non dimenticatelo.
"TEATRO.ORG"
Fabienne Agliardi
LO SPETTACOLO Autore: Max Pisu
Genere: comico
Cast: Max Pisu
LA RECENSIONE
La recensione di Fabienne Agliardi
Ciao Tarcisio, benvenuto Max
Un Max Pisu nuovo fiammante quello che si vede in “AMNESIE”, il nuovo one man show portato al Teatro Libero in prima nazionale il 15 febbraio 2011.
Uno spettacolo che si distacca dai precedenti, in cui emerge una maturità artistica del comico legnanese; Pisu decide – coraggiosamente – di separarsi dal personaggio che l’ha lanciato e reso famoso. Abbandonati dunque i panni di Tarcisio, l’eterno ragazzotto dell’oratorio, si ride sempre e forse di più con altri stereotipi, tratteggiati con attenzione e misura.
Pisu confeziona uno spettacolo semplice e concreto, dal ritmo veloce e incisivo, ricco di momenti che fanno riflettere pur col sorriso sulle labbra. Il tema base è quello, appunto, dell’amnesia: intesa in senso più ampio, si entra nel perimetro delle dimenticanze quotidiane sia familiari che sociali – e perché no, politiche – di tante generazioni diverse.
Nessun artifizio scenografico, molta sostanza. Il pubblico compiaciuto applaude la nuova veste di Pisu che comunque non rinnega il passato, offrendo Tarcisio come chicca nel bis.
Visto il 18/02/2011 a Milano (MI) Teatro: Libero
"PERSINSALA"
Recensione
Max Pisu si dimentica tutto, ma non di far ridere
25 febbraio 2011
Autore: Filippo Pinò
Al teatro Libero di Milano, il comico di Guida al Campionato dimostra come la perdita di memoria accompagni l’uomo dalla nascita fino alla morte. Un percorso circolare in cui però gli spettatori si ricordano sempre di non trattenere il sorriso.
Perdere la memoria o far finta di perderla, dimenticare ma senza essere dimenticati, potrebbero essere questi gli interessanti spunti offerti da Max Pisu, nella sua ultima fatica teatrale, Amnesìe. Uno spettacolo che, probabilmente, oltre ai significati di cui si carica sul palcoscenico, porta in seno un messaggio autobiografico dell’attore meneghino che da troppo tempo è identificato solamente con la sua maschera più famosa - quel Tarci che lo ha lanciato a Zelig, prima, e in altri show televisivi, poi – oscurando alla memoria le capacità di essere anche trattenitore dal vivo. Succede - e il nostro Max non è l’unico esempio di questo tipo di fenomeno - e, per invertire la tendenza, ha deciso di ripartire proprio dal teatro Libero di Milano. Amnesìe racconta in ordine cronologico la banale vita di un uomo qualunque che, nelle fasi salienti del proprio percorso, ricorre sempre nell’intoppo di perdere la memoria. Tutto osservato, ovviamente, in chiave comica: le varie amnesìe interrompono il ritmo piatto delle situazioni nelle quali il nostro uomo qualunque si ritrova e intervengono, a volte, in suo aiuto e supporto, in altre, alla distruzione della tranquillità del quotidiano.
La comicità soft di Pisu si sviluppa a livello di mimica e gestualità, ma anche di scrittura, per uno spettacolo che – nella sua semplicità – non distrae e lancia alcuni spunti di riflessione interessanti. “Dove siamo e da dove veniamo” non sembrano essere i nodi cruciali dell’esistenza dell’eroe e, anche se lo fossero, Max avrebbe troppo poca memoria per riuscire ad elaborare una parte construens e una destruens della tesi. Piuttosto, ciò che attrae lo spettatore è la capacità del protagonista di essere solo in scena e, contemporaneamente, sempre a colloquio con qualche fantomatico compagno, rivelando quanto effimera sia l’esistenza e quanto poco possa aiutare la memoria nelle fasi salienti del percorso. Capita così di comprendere il perché della smemoratezza di un padre a colloquio con la figlia quando l’argomento da trattare è la politica, oppure quanto possa essere complicato convincere la propria moglie che il tradimento appena consumato a una festa, davanti agli occhi di tutti, è solo un’invenzione dovuta alla carenza di fiducia del proprio coniuge. O, ancora, quanto possa risultare improbabile convincere un amico, in punto di morte, che la vita è bella - senza incappare in gaffe clamorose. In ogni episodio la memoria sgambetta il nostro Pisu senza dargli tregua, fino a giungere al ribaltamento finale della vicenda: l’ultimo punto di questa circonferenza mostra infatti il capovolgimento totale dei canoni – sostenuto dal testo.
Sarà la vecchiaia – per logica e fisicamente il momento in cui la nostra attenzione si riduce drasticamente - a regalare gli unici veri attimi di lucidità al protagonista che, nell’analisi e nei ricordi, dimostrerà come si possa vivere senza memoria - intendendo per memoria quella storica dei fatti.
Max Pisu, al contrario, ricorda a tutti noi di non essere solo legato agli stereotipi tv ma di avere nelle proprie corde altre note interessanti da suonare. La sua comicità leggera e mai volgare sembra ricordare malinconicamente la Milano di una volta - coperta dalla coltre di nebbia fino a primavera. L’anziano, rappresentato nell’ultima scenetta, incarna il classico personaggio del baretto di periferia - dove la voglia di dimenticare tutti i problemi chicchierando con gli amici esiste ancora.
Grazie allora al signor Pisu che, con le sue Amnesìe, ci ha rammentato che la sua maniera di far sorridere ha davvero mille volti.
L'ECO DI BERGAMO 24 GENNAIO 2012
http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201201/24/0215_binpage46.pdf&authCookie=-1280339586
Postata il: 11/05/11
NEWS: Youll' never walk alone
Quando cammini nel
bel mezzo di una tempesta
tieni bene la testa in alto
e non aver paura del buio
alla fine della tempesta,
c'è un cielo d'oro
e la dolce canzone d'argento
cantata dall'allodola
cammina nel vento
cammina nella pioggia
anche se i tuoi sogni
saranno sconvolti e scrollati
va avanti, con la speranza nel tuo cuore
e non camminerai mai da sola.